Il salmone Canadese selvaggio Sockeye noto come salmone rosso, è un pesce della famiglia dei salmonidi. Quando sono in mare si riconoscono per la colorazione blu scura sul dorso e argentata sul ventre e la completa assenza di macchie. Il salmone rosso è uno dei salmoni più buoni che si possono trovare in natura per le sue carni dal sapore speciale. Infatti è una specie di primario interesse commerciale, alimenta una fiorente industria in Canada e negli Stati Uniti.
Il cappone, la tacchina nostrana e la faraona sono carni raffinate e gustose che si cucinano per tradizione durante le festività a Natale o a Capodanno. In Italia siamo molto legati alla nostra storia e alla cucina delle nostre madri e nonne che ci hanno trasmesso molte emozioni che cerchiamo di mantenere e far vivere anche ai nostri figli.
I moscardini sono dei polpi di piccola taglia ideali da gustare in varie ricette. Li riconosciamo dai tentacoli che hanno una sola fila di ventose, a differenza dei polpi che ne hanno due. Dobbiamo considerarli con attenzione poiché sono una specie importante, una ricchezza del nostro Mar Mediterraneo.
I pescatori che lavorano a bordo dei pescherecci con metodi tradizionali per conservare al massimo la qualità del pescato utilizzano la tecnica della “baiatura”.
Si tratta di un metodo che consente un’ottima conservazione del pesce dal punto di vista della freschezza organolettica e della bellezza estetica. Infatti branzini, dentici, orate, gallinelle di mare e ogni altro tipo di pesce conserva inalterata la livrea, la pigmentazione e la brillantezza dei suoi colori naturali. La “baiatura” consiste nel mettere il pesce appena pescato in una miscela bilanciata di acqua di mare e ghiaccio.
Come praticare la “baiatura”?
Per praticare la “baiatura” si immerge il pesce appena pescato in acqua e ghiaccio in modo che siano rallentati di molto tutti i processi biologici. L’acqua utilizzata per la produzione di ghiaccio deve essere potabile o pulita, come previsto dai Regolamenti n. 852/2004 (allegato I) e 853/2004 e spiegato dalle Linee Guida ministeriali. L’acqua di mare pulita disponibile a bordo dei pescherecci deve essere prelevata lontano da fonti d’inquinamento. E’ vietato utilizzare le acque del porto e quelle troppo superficiali. Tra l’altro queste ultime sono maggiormente a rischio per presenza di inquinanti non solubili come idrocarburi e corpi galleggianti. Allo sbarco il pescato sottoposto a “baiatura” risulta perfettamente conservato, privo di schiacciamenti, idratato, turgido e mantiene inalterati i caratteri organolettici. In particolare l’odore è tipico “di mare” proprio del pesce fresco, i tessuti sono gonfi perché le cellule sono inalterate, l’occhio è “vivo”, e i colori sono brillanti e iridescenti.
Creamy-ice
“Il distretto della pesca e crescita Blu sta sperimentando un nuovo tipo di ghiaccio per la migliore conservazione del pescato”: si chiama Creamy-ice.
Il rombo è buonissimo
Un pesce di mare eccezionale da gustare con la famiglia e in compagnia di amici è sicuramente il rombo. E’ certamente uno dei pesci dalle carni più saporite che si possano gustare. Abbiamo la fortuna di vivere vicinissimi all’Adriatico che ci dona il privilegio di pescare anche questa specie straordinaria. In inverno fino agli inizi della primavera il rombo si avvicina alla costa fino alle foci per riprodursi, poi ritorna in mare aperto.
Il Gambero rosso di Mazara possiede caratteristiche organolettiche uniche che lo distinguono decisamente dal gambero rosso del Mozambico, spesso spacciato dai commercianti e ristoratori per il rosso di Mazara. E’ importante difendere l’autenticità di questo preziosa risorsa del nostro Mediterraneo.
In biologia
In biologia marina il nome latino del gambero rosso è aristaeomorpha foliacea. Vive nei fondali del Mediterraneo ossigenato dalle forti correnti marine, si nutre di organismi vegetali e animali e viene pescato con reti da strascico ad una profondità che va da 200 a 700 mt.
Il Gambero rosso di Mazara ha un vivissimo colore rosso porpora e le carni hanno quel sapore unico, dolce e salino che fa venire l’acquolina in bocca. Infatti la polpa è molto iodata e la consistenza soda ottima per un taglio netto senza sbavature. L’ambiente marino ricco di sali minerali e plancton gli dona quel sapore unico al mondo.
L’estate è arrivata con grandi giornate di sole, e in montagna, dopo le prime piogge, sono già usciti i profumati funghi Porcini.
Da Maggio a Ottobre inoltrato il porcino che spunta per primo è il Porcino d’Estate, trovando nei boschi di latifoglie umidi il suo habitat preferito. In estate questo fungo dalla carne bianca e profumata, chiamato anche fiorone, vive il suo periodo migliore per la crescita spontanea. Tra i quattro Porcini più conosciuti è forse il più buono da gustare. Anche gli altri tre del genere Boletus sono eccezionali per le loro qualità organolettiche, tra loro molto simili. Il colore della spugna indica la freschezza dei porcini: i funghi più giovani hanno una colorazione bianca mentre i vecchi più gialla. I funghi sono delicati e vanno solo puliti con un panno umido per non rovinarli. Se conservati bene sono una ricca fonte di calcio, fosforo, potassio, selenio e di vitamina B.
Possiamo tranquillamente affermare che tra tutti i funghi, il porcino prevale per eccellenza nella nostra tradizione gastronomica.

Funghi Porcini
Vi proponiamo ora una ricetta con Porcini e Finferli che teniamo in gamma.
Il Ceviche di mazzancolle è un cibo esotico di origine andina che si evolve nella cultura peruviana, argentina, cilena, ecuadoriana e venezuelana.
Il Ceviche di Mazzancolle è un piatto facile, dall’aspetto invitante e delizioso da gustare. Lo prepariamo unendo insieme delle belle mazzancolle dell’Ecuador con avocado, ananas, cipolla di Tropea, peperoni rossi, pomodorini e lime. Questa ricetta eleva il sapore delle mazzancolle oltre ogni aspettativa, accompagnandole con dell’avocado a cubetti alla giusta maturazione, surgelato e pronto all’uso.
L’ agnello di Sardegna I.G.P. in crescita
Quest’anno sulle tavole pasquali degli italiani un agnello su due sarà di provenienza sarda. Il Consorzio per la tutela dell’agnello di Sardegna I.G.P. (Con.T.A.S.) è soddisfatto del record di quotazioni raggiunte finora ad Aprile. Gli agnelli di Sardegna, oltre ad aver superato i 100.000 capi macellati a livello nazionale, hanno raggiunto quotazioni mai viste prima.
A detta del Consorzio: “In media l’agnello di Sardegna I.G.P. è stato pagato al pastore 70 euro a capo, mentre nei banchi della grande distribuzione sono stati pagati prezzi intorno ai 90 euro ad agnello intero”.
La sicurezza della filiera
La filiera dell’agnello di Sardegna I.G.P. registra per Pasqua un fatturato totale di circa 6,5 milioni di euro, 5,7 milioni dei quali andranno ai 2.600 allevamenti che hanno macellato agnelli in questo mese di Aprile.
Il portavoce del Consorzio ha aggiunto: “Prima la pandemia, e adesso la guerra, hanno avvicinato ancora di più il consumatore ai prodotti del territorio. Il cliente acquista con maggiore consapevolezza e controlla l’origine di ciò che porta a tavola. La richiesta del prodotto sardo è in crescita e in particolare dell’agnello che è il simbolo del menù Pasquale. E’ cresciuta anche la qualità del prodotto in quanto le piogge cadute in Sardegna nelle ultime settimane hanno favorito lo sviluppo delle essenze foraggere tipiche della primavera che hanno trasmesso alle carni degli agnelli il sapore caratteristico e la qualità unica ricercata dai consumatori”.

Agnello Sardo IGP alla Brace
Iceberg commercializza l’agnello di Sardegna I.G.P. da latte intero certificato dagli organi di controllo e dal consorzio.
Potete trovarlo nel nostro sito web tra le referenze di carni ovine: http://www.icebergitalia.it/it/prodotti/carne/carni-ovine
In cucina
L’agnello sardo è adatto da cuocere al forno con le patate alla sarda, oppure in umido in casseruola.
I tagli principali dell’agnello sono:
• il cosciotto, dalla carne molto tenera, va preparato principalmente arrosto;
• la spalla, venduta generalmente intera, con carne più soda rispetto al cosciotto da fare in umido o arrosta;
• il carré, ovvero la schiena, con le costole, si fanno al forno intere o alla brace da tagliate;
• le costolette, ottenute dal carré, cucinate generalmente alla brace;
• il petto, taglio particolarmente grasso ma molto saporito, al forno, in casseruola o in umido;
• il collo, generalmente preparato a spezzatino, può essere anche venduto intero per essere disossato e farcito.
Buona Pasqua a tutti!
David Cirigliano
Fonti: https://agnellodisardegnaigp.eu
Il carré d’agnello rack fresco, arrostito con le erbe aromatiche, ha un sapore delicato e una morbidezza tutta da assaporare, per una portata del menu di Pasqua a dir poco superlativa.
L’Agnello di Pasqua
La preparazione dell’agnello nel pranzo pasquale ha origini antichissime.
Di seguito riportiamo i passaggi fondamentali e alcuni basilari suggerimenti di preparazione.
Il carré di agnello intero va massaggiato con olio di oliva ed erbe aromatiche fresche ovvero rosmarino, timo, maggiorana e menta. Le essenze di tali erbe ed aromi, possibilmente sminuzzate col coltello al momento, sono il tocco inconfondibile che porta il sapore dell’agnello oltre ogni aspettativa.